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Sapete che vista vi regala Momoi?

Ve lo dico io, potrete ammirare la signora delle Signore, la regina indiscussa del territorio catanese: l’Etna !

Sappiate che il Rifugio Sapienza dista solo 40 minuti da Momoi.

Cosa dovete sapere su questo meraviglioso vulcano?

L’Etna è il vulcano attivo più alto d’Europa. Sulle sue pendici coesistono colate laviche recenti, in cui la vita non si è ancora insediata, e colate – molto antiche – colonizzate da pini larici, faggi e betulle. Complessivamente il parco occupa una superficie di poco più di 58 mila ettari.

2. La Geologia
L’Etna è nato, praticamente, circa 600.000 anni fa. L’area, a quei tempi, era un grande golfo; sotto la superficie del mare era presente una vivace attività vulcanica che ha dato la vita alle prime manifestazioni eruttive. Nel corso di centinaia di migliaia di anni, il vulcano è cresciuto di dimensioni, grazie alle tonnellate di prodotti eruttivi che si sono via via accumulati. Il suo perimetro è ora di ben 135 chilometri!

L’altezza dell’Etna è di circa 3.340 m s.l.m.. Questa quota subisce delle variazioni a causa dell’accumulo di materiale a seguito di esplosioni e eruzioni e dei frequenti crolli delle pareti. L’apparato sommitale è attualmente costituito dal Cratere Centrale, dal Cratere di Nord Est formatosi nel 1911 e dal Cratere di Sud Est, nato con l’eruzione del 1971.

Un tempo popolato da grandi mammiferi quali lupi, cinghiali, daini e caprioli, ora il territorio dell’Etna, complice la realizzazione di strade, il disboscamento e la caccia, ospita diverse specie di taglia minore tra cui l’istrice, la volpe, il gatto selvatico, la martora. Molte le specie di rapaci, quali l’aquila reale, il falco pellegrino, lo sparviero, il gheppio, il barbagianni, l’assiolo e il gufo comune. Nel lago Gurrida, unico bacino idrico dell’Etna, ospita aironi, anatidi e altri uccelli acquatici.

La natura vulcanica del territorio, le precipitazioni, le diverse esposizioni dei versanti condizionano la presenza della vegetazione sulle pendici dell’Etna. Partendo dal basso troviamo i vigneti, i noccioleti , i boschi di querce e i castagni. Intorno e poco oltre i 2.000 metri l’Etna è popolato da faggi, che raggiungono qui il loro limite meridionale, e la betulla. Oltre queste quote il paesaggio si modifica progressivamente; le formazioni di astragalo e altre piante quali il senecio, la viola e il cerastio, si diradano progressivamente elevandosi le quote, sino a lasciare posto al deserto vulcanico, praticamente privo di vita vegetale. Da segnalare il millenario Castagno dei Cento Cavalli, 2 km a ovest del paese di Sant’Alfio, considerato uno degli alberi più vecchi del nostro Pianeta.

L’elemento caratteristico della viticoltura etnea è la terrazza, piccole e medie porzioni di terreno ritagliate lungo il fianco della montagna. Il particolare microclima, il suolo, la capacità dell’uomo sono gli elementi di base della produzione di vini di alta qualità. La DOC “Etna” (Bianco Superiore, Bianco, Rosso e Rosato), interessa i territori di 21 comuni dell’Etna, di cui 17 in area Parco.

Una delle meraviglie naturalistiche del Parco è la Valle del Bove, sul versante est dell’Etna, che si ritiene formata dal collasso dell’originario apparato craterico; misura circa 7 km per 5 km di grandezza, con pareti che arrivano sino a 1.000 m. di altezza!

10. Prodotti locali
Il territorio del Parco dell’Etna ospita e tutela, una ricca “biodiversità culinaria”, quali la Doc Etna del vino Bianco, Rosso, Rosato e Bianco Superiore, la Dop Monte Etnadell’olio d’oliva extravergine, la Dop del Ficodindia dell’Etna, l’IGP del Ciliegio dell’Etna, la Dop del Pecorino Siciliano e con alcuni presidi “Slow Food”, che segnalano alcuni prodotti meritevoli di salvaguardia e promozione, come il Pistacchio di Bronte e la pesca tabacchiera dell’Etna.
Inoltre nel territorio del Parco si possono gustare varie leccornie come i funghi di Nicolosi, le mele di Pedara, il miele di Zafferana Etnea, le salsicce di Linguaglossa, le fragole di Maletto, i torroncini di Belpasso, all’olio di Ragalna.

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